Costiera Amalfitana

Due giorni in "Costiera Amalfitana" 16-17 Aprile 2003 by Sirio Data la lunghezza del racconto si consiglia di "salvare" la pagina e leggerla quando non si è più connessi. Primo giorno E' il 16 di Aprile del 2003, sono appena 2 giorni che sono rientrato dalla mitica gita all'isola d'Elba con il Tmax club e mi tornano in mente le bellissime ore trascorse con gli altri tmaxers in quei posti incantati. Questi sono i pensieri che attraversano la mia memoria mentre ho appena imboccato l'autostrada A1 in direzione sud! Dopo circa 40 minuti di viaggio esco a Valmontone dove ho appuntamento con il mio amico Claudio per le 8.00. Mancano solo 4 minuti allo scoccare dell'ora, e nel giro di qualche istante appare la sagoma dell'Aprilia Caponord blu, gentile signora che accompagnerà il mio Tmax in questa "gita all'ultima curva". Claudio è partito prima di me stamattina, proviene da Deruta (poco a sud di Perugia), e appena tolto il casco mi informa che nonostante un tiepido sole il termometro della sua Apriliona ha toccato i 5 gradi!!! Ci scambiamo veloci due saluti e poi partiamo in direzione di Napoli. Il viaggio in autostrada non è dei più entusiasmanti, ci aspettano più di 220 km di ... rettilineo. Povere gomme. Ci fermiamo un paio di volte a fare rifornimento, visto che l'autonomia del Timmy non è esagerata ... anzi, e se non fosse per la maggior capacità del serbatoio anche la Caponord si è rivelata una buona "bevitrice". In un paio d'ore raggiungiamo lo svincolo con l'indicazione "costiera amalfitana e sorrentina" e con intimo gaudio dei nostri fondoschiena indolenziti pregustiamo la penisola. Comincia tutto quando lasciamo l'autostrada a Castellammare

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di Stabia, la statale comincia a salire e attraversiamo nell'ordine Vico Equense, Meta e Sorrento, ed è proprio a Sorrento che troviamo veramente un gran traffico, tanto che per attraversarla tutta impieghiamo quasi mezz'ora! Fin qui la strada devo dire che non si è rivelata un granchè, l'asfalto è piuttosto lucido e scivoloso e l'intenso traffico non permette un'andatura rilassata. In compenso però basta girare ogni tanto la testa sulla destra per ammirare uno splendido Vesuvio che fa da contorno a Napoli e a tutti i paesi limitrofi che si estendono senza soluzione di continuità. Una volta passato l'ingorgo cerchiamo di spingerci verso Punta Campanella, ovvero l'estremità più ad ovest della penisola. Qui la strada è poco battuta, incontriamo giusto qualche abitante dei paesi più estremi, ed arrivati a Massa Lubrense, un vigile ci informa che per raggiungere la punta bisognerà lasciare le moto a circa un km e proseguire a piedi. Ma noi impavidi proseguiamo, quando d'improvviso dietro ad una curva, ecco Capri apparire poco lontano nel blu del mare. La foto è d'obbligo, via casco e guanti e ne approfittiamo per riposarci qualche minuto. Poco dopo, tornati in sella raggiungiamo Termini (non la stazione ovviamente), è il paese che può fregiarsi della longitudine più occidentale della penisola, da qui la strada scende verso l'ambita punta e noi puntualmente proseguiamo. Un cartello di divieto di accesso consiglia di parcheggiare i mezzi e proseguire a piedi, anche perchè la strada diventa sterrata, ma dando un'occhiata alla distanza da percorrere decidiamo di proseguire da centauri. Qui incontriamo solo qualche straniero che di buona lena percorre la strada sempre più stretta e accidentata e che al nostro passare ci saluta un po' incredulo. Il Tmax sembra

digerire bene le aspertità e non sfigura affatto sull'inseguitrice accreditata di ottime qualità semi-fuoristradistiche. La strada continua a scendere, le buche sono sempre più grandi fino a quando ci rendiamo conto che forse è meglio fermarsi. Questo consigliano i 50 m o più di precipizio a fianco a noi e una carreggiata di un metro e venti senza il minimo parapetto...un bel volo! Anche qui, foto di rito, ammirazione di Capri (per vederla più da vicino bisogna nuotare!) e poi ... sorge il problema di girare le moto!!! Decidiamo di girare prima il Tmax, fortuna che sterza parecchio, perchè di traverso è più largo della stradina su cui posa le ruote, infatti devo farlo arrampicare 3 o 4 volte con la ruota anteriore a monte perchè proprio non ci sta. In 2, e con non poca fatica, rimettiamo lo scooter in strada con il muso a salire stavolta, ma ora è il turno della Caponord che vi assicuro è ben più grande e grossa del Timmy. L'unica soluzione possibile è di spingerla in retromarcia fino ad una curva poco più su dove la strada si allarga un po', e così facciamo con sforzi degni di tutte le dodici fatiche di Ercole, ma alla fine l'abbiamo vinta noi e anche l'Aprilia è pronta a riprendere il largo. Risaliamo stanchi ed affamati (è quasi ora di pranzo) verso S.Agata sui due golfi, ed il nome si spiegherà da solo di lì a poco. E' il valico più occidentale della penisola, dal quale è possibile ammirare sia il golfo di Napoli che quello di Salerno. La strada ricomincia a scendere e da qui credetemi pure, è come inserire il gettone in un videogame! L'asfalto in questo punto è tra i più belli che mi sia capitato di vedere, grana grossa e pulitissimo fino al lato più esterno. A delimitare il bordo, un muretto di circa un metro oltre il

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quale, beh meglio non pensarci se non si vuole fare la fine di Icaro! La bagarre comincia, curva dopo curva, senza la minima ombra di un rettilineo ma in compenso con il rumore di ferraglia del mio cavalletto che sembra non gradire molto le inclinazioni di sorta. La sagoma della Caponord è lì negli specchi, quasi Claudio l'avesse disegnata quando non lo vedevo, e se non sapessi che c'è lui alla guida comincerei a preoccuparmi. Il panorama in quei pochi istanti dove la concentrazione lo permette è mozzafiato, anche perchè in questo punto della costiera la strada è abbastanza in alto sul livello del mare e le isolette de "li Galli" sembrano adagiate nel manto e turchese. Nonostante il percorso sia a noi sconosciuto la media fra curve e tornanti si aggira intorno ai 50 km/h che credetemi non è poco, ma ancora qualche centinaio di metri e Positano compare magicamente davanti ai nostri occhi. E' splendida, vista dalla strada che corre in alto e così decidiamo di visitarla e di fermarci a pranzare. Scendiamo in paese dove c'è parecchio traffico e la strada è stretta ed a senso unico, cerchiamo di fermarci in un ristorante ma non c'è parcheggio per le moto, quelli a pagamento sono carissimi (10 euro/ora) e proseguiamo nel paese fino a quando troviamo uno striminzito parcheggio dove lasciare i nostri mezzi. Di li a poco finalmente mettiamo le gambe sotto un tavolo, le terga sono indolenzite ma il panorama ci fa dimenticare tutto in breve tempo. Pranziamo in tranquillità, la stagione e la giornata feriale sono due elementi essenziali per venire da queste parti (non oso immaginare cosa possa diventare la costiera a ferragosto), solo qualche gruppo di turisti rigorosamente stranieri campeggia sulla spiaggia sottostante in costume da bagno e noi ci concediamo un'oretta di relax davanti a

piatti di tutto rispetto. Soddisfatto palato e stomaco torniamo in sella, ansiosi di riprendere il nostro tour in direzione di Salerno,(che non vedremo mai). Abbandonato il piccolo "fiordo" di Positano decidiamo di cominciare a trovare anche una sistemazione per la notte, più che altro per scaricarci dei bagagli e del bauletto Givi che Claudio scarrozza sull'Aprilia e che, visto il peso, induce sul suo manubrio ... qualche perplessità. Il paese successivo che incontriamo è Praiano, un piccolo agglomerato disposto sul fianco dello strapiombo sul mare, basti pensare che i rari parcheggi disponibili sono sui "tetti" degli alberghi a livello della sede stradale. Ed è proprio a Praiano che siamo ispirati da un hotel che troviamo lungo la strada,(volutamente in questo resoconto non verranno specificati i nomi dei ristoranti e degli alberghi), uno dei pochi con parcheggio a vista dalla camera ... non si sa mai! Facciamo il check in e molliamo i bagagli in tutta fretta ansiosi di riprendere le moto, (il Tmax sarà lusingato dall'appellativo) e dopo poco stiamo nuovamente mettendo alla prova le "spalle" dei nostri pneumatici. Tra un fiordo e l'altro il paesaggio è caratterizzato da "terrazzamenti" per la coltivazione delle viti e macchia mediterranea, che per l'occasione ha stabilito radici profonde e sicure data l'impervia caratteristica del terreno. Il profumo del mare sospinto dal vento risale i dislivelli più scoscesi trascinando con se l'odore tipico della primavera, inutile dire che tutto ciò non fa altro che accentuare la nostra passione per le due ruote, simbolo indiscusso di libertà ... Ma ecco che il lungomare (peraltro breve) di Amalfi si presenta davanti a noi, c'è il piazzale che dà sul porto già pieno di bus turistici e gli stranieri affollano i vicoli

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che nascondono alla vista il centro storico, ma di quest'ultimo parlerò dopo poichè la nostra attuale meta è Ravello. Attraversiamo infatti la ridente Amalfi per raggiungere poco distante il bivio che sale verso Ravello. Il traffico si intensifica e i numerosi pullman che affrontano la salita spesso si incastrano tra loro creando qualche coda nei tornanti più stretti e noi, ancora una volta, abbiamo il lusso di non doverci fermare. W le 2 ruote! Ma eccoci a Ravello, il centro storico è chiuso al traffico così, legate le moto ci incamminiamo verso la piazzetta centrale, sulla quale si affaccia una favolosa villa di qualche secolo fa che non aspetta che essere visitata. Mentre facciamo il biglietto,(tra l'altro anche caro), ecco che il mio cellulare fa sentire la sua voce. E' Simone, un iscritto del Tmax club che avevo contattato via e-mail qualche giorno fa annunciandogli il nostro arrrivo in costiera ... luogo vicino a dove Lui risiede. Mi comunica che è quasi giunto al bivio per Ravello e così ci diamo appuntamento di lì a poco per prendere un aperitivo insieme. Nel frattempo io e Claudio ne approfittiamo per fare un breve tour della succitata villa e per scattare qualche foto. Il panorama vista la posizione dell'antica costruzione è tra i più suggestivi che possa capitare di vedere da queste parti e la moltitudine di giardini che fanno da contorno allo stesso sono "riempiti" con piante floreali di ogni sorta e colore. Ma il tempo è tiranno ed è già ora di ritrovarci con Simone proprio nella piazzetta del centro di Ravello. Ed infatti eccolo arrivare,(è l'unico col casco al braccio fra i turisti), non tardiamo a fare le presentazioni e in qualche minuto decidiamo di seguirlo a Minori,che è posizionato proprio sotto Ravello, ma al livello del mare. Così a scendere per i tornanti siamo ora in tre.

Il Tmax di Simone traccia traiettorie bizzarre, dovute alla guida un po' crossistica del suo fantino, che in questi tornanti però devo ammettere che ha il suo effetto. Percorriamo quattro, forse cinque km per fermarci come d'accordo a Minori e precisamente sul lungomare dove trova sistemazione una breve "passeggiata" con tanto di panchine ed alberi da ombra. La tappa è obbligata in un bar pasticceria dove per la seconda volta oggi io e Claudio riusciamo a sederci su un qualcosa che non sia una sella. Scatta l'aperitivo con degustazione di dolci tipici che in quanto a calorie ... beh lasciamo perdere. Facciamo conoscenza con Simone, parliamo del club, dei futuri raduni e della mitica costiera amalfitana che tanto ci sta regalando in questo giorno di Aprile. L'aria è distesa, è come si è già verificato nei precedenti raduni, si chiacchiera in tranquillità quasi ci conoscessimo da sempre, ma a rompere questo gustoso ritrovo è ancora una volta il tempo ... che vola. Decidiamo di riprendere la via dell'albergo, a ritroso quindi, ma Simone che non resiste dalla voglia di farsi altre due pieghe col Tmax ci accompagnerà fino ad Amalfi. E così sia. Eccoci ad Amalfi, riparcheggiamo i mezzi e ci facciamo una camminatina per il centro, foto d'obbligo sotto al duomo e poi nuovamente sul lungoporto per ... ebbene sì, un secondo aperitivo! Ancora quattro chiacchiere in simpatia, ma stavolta è proprio ora di rientrare, non senza esserci fatti prima consigliare da Simone su dove cenare. Riprendiamo i fedeli destrieri, salutiamo Simone e rientriamo in albergo. Siamo abbastanza stanchi, una bella doccia ci fa recuperare un po' di energie, diamo un'occhiata alla carta stradale per

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avere un' idea di quanto ancora ci sia da vedere per il giorno successivo e poi in abiti "civili" torniamo alle moto per raggiungere il ristorante che si trova alle porte di Amalfi. Una volta all'interno, notiamo con gioia che un grande barbecue troneggia su una parete del locale, ci accomodiamo e poco dopo arriva il proprietario a darci il benvenuto. La sua domanda, viste le nostre facce, è stata: com'è la fame? Immaginate pure la risposta, che se pur data in buona fede, non avremmo mai immaginato suscitasse un tale effetto. Beh, la faccio breve, tre antipasti, tre primi e due secondi , più dolce, frutta e pure il limoncello! senza trascurare che tutto è a base di pesce rigorosamente pescato in giornata e , credetemi pure, visto che per lavoro mangio spessissimo in ristoranti in giro per l'Italia, erano anni che non mangiavo piatti così buoni! Che dire di Claudio... Lui che normalmente è attentissimo alla dieta, questa sera si è proprio lasciato andare ed ha mangiato perfino più di me! Satolli a più non posso, torniamo goffi al parcheggio dove i nostri mezzi ci attendevano fiduciosi, li sleghiamo e ripartiamo verso l'albergo percorrendo quei 15 km di curve che ci separano dal letto. Ne approfitto per ringraziare Dario, il nostro presidente, per avermi fatto "accendere" il secondo anabbagliante, perchè se è vero che la costiera di giorno è bellissima, di notte su due ruote l'illuminazione dei nostri fari, purtroppo "non gira" le curve, consigliando cautela nell'affrontarle. Arrivati in albergo, siamo cotti ed una bella dormita è proprio quello che ci vuole.

Secondo giorno: Sono le 7.00, quando apro gli occhi dalle persiane della finestra entra un timido chiarore, Claudio è già sveglio da un po', giusto il tempo di realizzare in che luogo mi trovo e sono già in piedi pronto a riprendere la strada dalle mille curve. Ci vestiamo e poi subito a fare colazione. Dopo la mangiata della sera prima , la fame non è poi tanta, un croissant, un po' di pane e marmellata ed una sana spremuta d'arancia contornano la nostra tavola. Due chiacchiere con il proprietario dell'hotel che ci concede di lasciare i nostri bagagli in deposito per la mattina, sicuro che saremmo ripassati più tardi a prenderli,(come si dice "la zavorra pesa")! E così ritorniamo ad essere centauri. L'aria è primaverile, la direzione che prendiamo è verso Positano, la nostra navigazione ci porta a ritroso verso il tratto più bello della costiera per poi ripassare dall'albergo, caricare i bagagli e proseguire in direzione di Salerno per riprendere l'autostrada. Devo dire che al mattino presto la statale è ancora più bella, poco è il traffico che incrociamo e poco prima di Positano troviamo anche un giovane automobilista (del luogo), che tenta un ingaggio con la sua Ford Fiesta e che di lì a poco si renderà conto che nonostante le sue 4 ruote abbiano maggiore aderenza dei nostri pochi millimetri di contatto con l'asfalto, non c'è nulla da fare! n.d.r. Però ci ha fatto divertire e molto sportivamente ci ha anche salutato quando lo abbiamo sorpassato all'esterno in una curva! Piega e ripiega , poco sotto Sorrento ci fermiamo a fare un paio di foto in azione ed il mio povero cavalletto ha dovuto subire come al solito qualche sopruso.

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Siamo al valico che scollina verso Sorrento, invertiamo la rotta e andiamo a riprenderci i bagagli in hotel. Carichiamo i mezzi e proseguiamo verso Amalfi, Maiori in direzione di Vietri sul mare. Qui comincia il tratto di strada che ieri non eravamo riusciti a percorrere, ed è anche vero che in quest'ultima parte la strada si fa davvero stretta, ma non ci scoraggiamo e proseguiamo. Quando oramai siamo alle porte di Vietri ci fermiamo a fare una foto in un suggestivo tornante dal quale si può ammirare quasi tutta la costa e la strada che abbiamo appena percorso (circa 65 km). Due chiacchiere con Claudio, una breve pausa per riposarci un po' e ... sono ancora le 10.00 !!! Che si fa? E' ancora presto per riprendere la vicina autostrada per casa, così quasi increduli di aver avuto la stessa idea prendiamo "la decisione". Ebbene si, lo avrete già capito, siamo risaliti in sella, ma in direzione di...Sorrento! E così via i nuovo in quell'infinità di curve e controcurve dalla bellezza indescrivibile. Questa volta però un po' meno interessati dal paesaggio già visto, ci dedichiamo completamente alla cultura delle traiettorie. Ci alterniamo a stare davanti e credetemi, vedere Claudio a bordo della sua Apriliona danzare tra una curva e l'altra in una carreggiata che in alcuni punti non arriva a 2 metri è un vero spasso, ed inoltre evidenzia le ottime doti ciclistiche già a velocità moderate (per modo di dire considerata la strada), di cui il suo cavallo d'acciaio dispone. Inutile dire che per norma e per ovvi motivi la riga bianca di mezzeria non è mai stata oltrepassata in curva, costringendoci a volte a dover "chiudere" delle traiettorie che anche il buon Tmax, nonostante le sue doti indiscusse di

maneggevolezza ha faticato a percorrere. Il divertimento è ai massimi livelli, il traffico è poco e la giornata ha la temperatura giusta, le spalle dei nostri pneumatici sembrano chiederci pietà, ma noi imperterriti insistiamo. Due note sul Tmax: grande la ciclistica, mai messa in crisi dal fondo o dal trattamento poco ortodosso che gli ho riservato, ottima la maneggevolezza tra i muretti della costiera, eccezionale la trasmissione che mai come su un percorso così tortuoso ha sempre "il rapporto giusto" (non vi dico il lavoro del cambio subito dalla Caponord), mai stancante fisicamente nonostante la notevolissima media di curve/ora, ed ora le gomme: monto le Dunlop originali e devo ammettere che sembrano studiate apposta per il Tmax, veramente un grande appoggio, un'ottima aderenza su tutti i fondi e con qualsiasi temperatura, maneggevoli e non affaticanti evidenziano solo un po' di scalinatura quando le si usano a lungo su strade rettiline, che comunque non pregiudicano affatto le doti di stabilità, e che sparisce non appena si guida su di un percorso con parecchie curve. L'unico neo se così si può chiamare è una certa tendenza del pneumatico anteriore ad essere sottosterzante, ovvero ad allargare le traiettorie quando si accentuano le pieghe in modo esasperato e si spalanca il gas. Il Tmax in questo caso va forzato un pochino con la guida "di corpo" avanzando il punto di seduta in sella ed aiutandosi con il busto cercando di "buttarlo" all'interno della traiettoria per caricare l'avantreno. Se non fosse per questo limite, peraltro riscontrato su parecchie moto vere e ben più blasonate, il Tmax sarebbe il mezzo da battere su un percorso come la costiera amalfitana! Parlando del consumo, beh quando si guida così non si bada certo a spese, ma nonostante tutto sembra che almeno il mio esemplare non riesca a muoversi dai 15 km/l a qualsiasi

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andatura o percorso. Peccato, se no sarebbe stato il massimo! Che dire, questa strada è un vero spasso, è da più di due ore consecutive che non percorriamo 100 m di rettilineo e la voglia di piegare non sembra scemare e più curve si fanno e più se ne farebbero. Siamo di nuovo a Positano, ci fermiamo a fare una pausa/merenda, giusto un quarto d'ora per riordinare le idee che con tutte queste curve si sono un po' confuse e ripartiamo subito. Nel giro di 20 minuti "sorvoliamo" Sorrento dalla statale che vi corre sopra e così a ritroso Vico Equense, Castellammare di Stabia e poi riprendiamo l'autostrada in direzione di Napoli dove avevamo preventivato di pranzare insieme ad un altro Tmaxer! Sono le 12.15 e al nostro appuntamento ecco arrivare Bruno a bordo del suo Tmax blu. Bruno lavora a Napoli dove vive ormai da qualche anno ed in sella al suo Timmy ci conduce sul lungomare di Mergellina per un aperitivo e poi in un ristorante poco lontano dave mangeremo la classica cucina napoletana. L'aria è di casa e la forte amicizia tra Bruno ed il proprietario del ristorante non ci permette di avere la meglio alla cassa e così che ringrazieremo Bruno riproponendoci la prossima volta di farlo nostro ospite! Il tempo stringe, ripartiamo da Mergellina procedendo sul lungomare, vediamo Castel dell'Ovo scorrere accanto a noi, ci fermiamo per il consueto caffè che qui non si può proprio rifiutare e poi ci facciamo accompagnare da Bruno che prosegue per andare al lavoro, all'imbocco dell'autostrada. Breve saluto nel traffico intenso del lungoporto di Napoli e poi via in autostrada, e credetemi, dopo aver visto simili panorami ed aver percorso questo numero infinito di curve, sembra la strada più triste e sconsolante che motociclista possa percorrere.

Tappa per il rifornimento, tappi antirumore nelle orecchie e poi via in questa striscia infinita di asfalto a tre corsie che ahimè non ha neanche una curva!!! n.d.d. La prossima fermata è l'area di servizio tra Fiuggi e Frosinone, qui breve sosta per il rifornimento e bisogni fisiologici, saluto e ringrazio Claudio che tra poco proseguirà per Perugia separando la sua triettoria dalla mia e mi avvio per la strada che di lì a breve mi porterà davanti al cancello di casa. Il contachilometri parziale azzerato alla partenza segna ora 698 km. Cha dire di questi splendidi ma brevi due giorni, non mi sono mai divertito tanto da quando possiedo un mezzo a due ruote, consiglio un giro in costiera come questo a tutti gli amanti della "piega" e del bel panorama e sicuramente a breve organizzerò un bel raduno di Tmax proprio da queste parti perchè ne vale proprio la pena. Ringrazio Claudio che mi ha accompagnato in quest'avventura e che si è divertito almeno quanto me e si è fatto anche più strada o meglio autostrada. Grazie Claudio. Ed ora un ringraziamento a Voi che se siete arrivati a leggere fino a qui vuol dire che non Vi siete annoiati e magari ora avete un buon motivo per scegliere un itinerario come questo. Ringrazio il Tmax club che pubblicherà questo resoconto mettendolo a disposizione di tutti gli appassionati del Timmy e non e poi come non rendere grazie al buon Tmax che fedele e sicuro in ogni situazione mi ha accompagnato in questa splendida gita facendomi divertire come poche volte ho provato. Per ulteriori informazioni su località, alberghi o ristoranti potete scrivermi una mail all'indirizzo sirio.m@tmaxclub.it Grazie e a presto. Sirio, moderatore del Tmax club per il centro Italia.

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