Stada del GROSSGLOCKNER

TURISMO COL TMAX: LA MITICA STRADA DEL GROSSGLOCKNER 16 Settembre - 18 Settembre 2002 by Luca Scarpat (tel. 339 / 4546198) Partire a metà settembre per un tour interamente alpino è forse un azzardo ma questa volta la fortuna - intesa come bel tempo - ci ha assistito e da lunedì 16 settembre a mercoledì 18 settembre il nostro giro sul Grossglockner è sempre stato baciato dal sole. Ovviamente - aggiungo io - la riuscita di questi mille chilometri, quasi tutti in montagna, va in gran parte attribuita al mitico TMax che in montagna si comporta benissimo, dimostrandosi divertente, invidiato e invidiabile anche dai miei compagni di

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Gruppo Gross

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Heiligenblut

avventura (tutti su moto 'vere'). Lunedì 16 settembre 2002. L'appuntamento è fissato per le 8 e 15 all'imbocco della Statale Sebina: siamo tutti di Brescia - e provincia - e abbiamo quale meta il fantastico giro del Grossglockner con l'ovvia puntata sulle Dolomiti italiane, da sempre teatro naturale dei migliori giri motociclistici (almeno per quanto mi riguarda). Si diceva delle 8 e 15: siamo tutti puntuali anche se dobbiamo 'raccogliere' un grupparolo all'appuntamento di Iseo e da lì poi la marcia ricomincia regolare e di buon passo. Il traffico è intenso - quello del lunedì mattina - ma il tempo va migliorando man mano che

superiamo dapprima il Lago di Iseo e ci avviciniamo verso l'Alta Valle Camonica. Siamo in sette: il sottoscritto su un TMax Silver gennaio 2001 con 12.000 km (ho lasciato a casa il Kawasaki W650 rètro perchè volevo godermi gli automatismi del TMax), Paolo con una rossa Honda 1100 XX, Alfredo con una nuovissima (gialla e nera) Bmw 1150 R, Ivan con una Suzuki 650 SV color blu, Valerio con la Yamaha Thundercat 600 (in classico colore blu), Claudio con una gialla Fazer 600 e Francesco su una bianca, datata ma perfetta Honda Dominator 650. La prima tappa ci vede nella piazza principale di Edolo a goderci, sotto un caldo sole, un

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In Austria

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Strada Grossglockner 1

ottimo caffè: tutti in orario e tutti, naturalmente, contenti per il tempo che si sta mettendo decisamente e stabilmente al bello. Si sale verso Ponte di Legno e il Passo del Tonale per ridiscendere verso Bolzano attraverso il Passo Mendola: ci fermiamo sulla Mendola - in mezzo ad un folto numero di motociclisti - per la prima tappa a suon di salumi, pane e formaggi del luogo. Sarebbe bello non ripartire e stare al caldo sole ma ci aspettano ancora tanti chilometri e quindi ci dirigiamo velocemente verso Bolzano per fare quei quaranta chilometri di autostrada (gli unici della nostra gita) che ci portano a Bressanone, all'imbocco della strada per la Val Pusteria.

La Val Pusteria è bella ma anche trafficatissima e quindi cerchiamo di passare il confine al più presto per dirigerci verso Lienz, quindi già in territorio austriaco. Apprezziamo ben presto la bellezza e l'ordine delle strade austriache che invitano ad un ritmo (motociclistico) un po' troppo allegro ma sappiamo che è facile incorrere nei controlli delle Forze dell'Ordine e quindi rallentiamo tutti, ordinatamente. La direzione verso la strada del Grossglockner - segnata sempre con cura ad ogni incrocio - ci porta velocemente alla meta della prima giornata fissata ad Heiligenblut: l'albergo è stato prenotato giorni prima via Internet (Hotel Post: www.hotelpost-heiligenblut.at ) e

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Strada Grossglockner 2

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Tmax 1

mantiene tutte le buone promesse e premesse citate sul sito in rete. Martedì 17 settembre 2002. La temperatura è di pochissimi gradi sopra lo zero e anche l'aria è frizzantina ma il sole ci offre una giornata serena, azzurra e indimenticabile e dopo pochi chilometri paghiamo il pedaggio (17 Euro per ogni motocicletta) che dà l'accesso alla strada della maestosa catena del Grossglockner che tocca nel punto più alto quasi 2700 metri di altitudine, potendo ammirare - con un sol colpo d'occhio - quasi tutte le montagne che la circondano. La voglia di fermarsi ad ogni curva per fotografare e ammirare paesaggi così belli

e maestosi è tanta ma la strada è ancora lunga da fare e l'obiettivo (e anche la prenotazione in albergo) e quello di rientrare in Italia nel pomeriggio di questo secondo giorno di viaggio e così, conclusa la strada del Grossglockner, ritorniamo verso sud per imboccare la strada che da Huben - attraverso il Passo Stalle - ci riporta in Italia. La strada del Passo Stalle è unica per la bellezza del paesaggio e la ridiscesa del valico verso l'Italia è regolata a senso unico alternato con i primi dieci chilometri che vede lo stretto nastro asfaltato dipanarsi lungo un bosco maestoso che lascia poi spazio ai verdi

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Tmax 2

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Tmax 3

pascoli della Valle di Anterselva. Si imbocca nuovamente la strada della Val Pusteria per imboccare la via che ci porta in Val Badia: la meta è quella di Arabba dove, sempre attraverso Internet, abbiamo prenotato l'albergo ( www.hotel-marilena.it ) con l'intento di percorrere, il terzo e conclusivo giorno della nostra gita, alcuni classici passi dolomitici prima del rientro a Brescia. Mercoledì 18 settembre 2002. E' il giorno del ritorno a casa: la giornata si presenta con un sole caldo ed un cielo limpido che esaltano ancor di più le montagne dolomitiche facendoci apprezzare i paesaggi, maestosi e sempre diversi. La veloce salita verso il Passo Pordoi ci riporta a scendere a

Cavalese dove imbocchiamo la strada per il Passo Manghen: la cima è a 2000 metri e la strada, interamente asfaltata, è davvero entusiasmante perchè tracciata in mezzo ad un fitto bosco dalla natura incontaminata. Il Manghen fino a pochi anni orsono era pressochè sconosciuto (la strada è asfaltata da meno di quindici anni) ma il giro d'Italia, facendo transitare la carovana ciclistica, l'ha reso noto ai più. Il ritorno a Brescia avviene attraverso la trafficata e afosa Valsugana e la città di Trento ma la deviazione verso Tione ci permette di godere ancora di qualche frescura montana mentre la strada del Lago di Idro e il Colle di Sant'Eusebio ci riportano, ahimè

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Tmax 4

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Tmax 5

definitivamente, a casa. Come è andato il TMax. Benissimo. Non ho avuto alcun timore reverenziale verso le moto 'vere' dei miei amici (invero tutti molto prudenti) ma ho apprezzato ancora di più tutte le innumerevoli doti che si conoscono del TMax: comodità in sella, confort di marcia, protezione, frenata, prontezza del motore, consumo (sempre sui 18 - 20 Km / litro) fanno parte delle qualità che tutti conoscono ma mi pare di capire che con questi mezzi (detto al plurale perchè includo anche l'ottimo Honda Silver Wing e il Suzuki Burgman 650) si possa fare tanto mototurismo in piena comodità e sicurezza. Luca Scarpat